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fermarsi tutti e in tempo

Esplicitamente il presidente della Cei ha suggerito ai diversi contendenti di "fermarsi tutti e in tempo". Ed ha volutamente evitato di drammatizzare l'odierno passaggio nei rapporti Stato Chiesa, che i media avevano caricato dell'attesa di una "spallata" dei vescovi al premier e al suo Governo, creando un clima insolito per una riunione ecclesiale, con la presenza di tanti fotografi, teleoperatori e giornalisti nella hall dell'albergo scelto dalla Cei e presidiato anche delle unita' cinofile della Polizia di Stato.
I vescovi italiani insomma hanno messo ben in chiaro che non vogliono associarsi ai gia' "troppi che, seppur ciascuno a modo suo, contribuiscono al turbamento generale, a una certa confusione, a un clima di reciproca delegittimazione". Anche se "la comunita' nazionale ha indubbiamente una propria robustezza e non si lascia facilmente incantare ne' distrarre dai propri compiti quotidiani", per Bagnasco e' reale infatti il rischio che "taluni sottili veleni si insinuino nelle psicologie come nelle relazioni, e in tal modo, Dio non voglia, si affermino
modelli mentali e di comportamento radicalmente faziosi".
"Forse che questo non sarebbe un attentato grave alla coesione sociale? E quale futuro comune potra' risultare, se il terreno in cui il Paese vive rimanesse inquinato?", si e'chiesto il cardinale. Stiamo passando, ha denunciato, "da una situazione abnorme all'altra, e' l'equilibrio generale che ne risente in maniera progressiva, nonche' l'immagine generale del Paese".
Per questo, ha ammonito Bagnasco, dall'inchiesta giudiziaria, cosi' come dalla tempesta mediatica e dalle polemiche politiche che ha innescato, "comunque si chiariranno le cose, nessuno ricavera' realmente motivo per rallegrarsi, ne' per ritenersi vincitore". "La vita di una democrazia - ha ricordato il porporato - si compone di delicati e necessari equilibri, poggia sulla capacita' da parte di ciascuno di auto-limitarsi, di mantenersi cioe' con sapienza entro i confini invalicabili delle proprie prerogative".

Pubblicato il 25/1/2011 alle 21.21 nella rubrica Diario.

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