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CENTO MILIONI IN PIU'

Joel Kotkin (demografo, economista, urbanista) afferma che la formidabile crescita demografica resta la causa principale di vitalità dell’America. Non è solo questione di numeri ma di freschezza, rinnovamento, dinamismo. “Tra le cento maggiori imprese americane quindici sono state fondate e guidate da stranieri”. E’ il caso di Google, Face book, Yahoo: non esisterebbero se gli USA avessero chiuso le frontiere. Entro la metà del secolo l’America avrà 450 milioni di abitanti (cento milioni in più rispetto agli attuali) di cui 350 milioni di persone sotto i 65 anni. L’Europa al confronto sarà un continente-ospizio, con un terzo della popolazione ultrasessantacinquenne. La demografia non ha smesso di avere un ruolo nel confronto geostrategico tra superpotenze. “Non a caso Putin lamenta il rischio di una decadenza della Russia: nel 2050 avrà perso il 30% dei suoi abitanti e sarà ridotta a un terzo degli Stati Uniti”. L’altra grande rivale, la Cina, è soggetta a un rapido invecchiamento che metterà a dura prova la tenuta sociale, per la mancanza di Welfare state. E la Cina con la sua schiacciante omogeneità etnica non ha la risorsa delle “contaminazioni” culturali provocate dall’afflusso di etnie diverse.

In quanto alla qualità della vita sarà assai peggiore in quei paesi dove mancano nuove generazioni per sostenere la generazione anziana. E poi le frontiere aperte sono un ingrediente indispensabile della società aperta.

 

Pubblicato il 22/11/2010 alle 15.37 nella rubrica Diario.

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