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Il mostro mite

«Da tempo in Occidente la sinistra nelle sue diverse forme arretra e i suoi prin­cipi fondamentali sono ovunque sotto attacco o in declino». Oggi «una posizione di sinistra è fragile e oscillante: aderirvi è costoso (ri­chiede sforzo e rinunce), permanervi è arduo (arriva a richie­dere perfino il rimodellamento della propria vita), uscirne può essere una tentazione».

Ma che cosa ha determinato l'illanguidimento della sinistra e dei suoi ideali, il suo «morire e trasfigurarsi» nella genericità postpolitica? In parte la sua stessa storia, dal momento che la sinistra al potere è legata ai sistemi di socialismo reale, con il loro carico di odiosità sociale e umana, identificata da destra nel «miseria, terrore e mor­te». Poi perché la dirigenza della sinistra europea «non ha prodotto neanche un'idea forte dall'epoca del welfare state». Ma la crisi potenzialmente mortale della sinistra dipende infine dalla sua subalternità al successo della Neodestra, aggregato «ubiquo e infiltrante e al­la fine inafferrabile».

La Neodestra rappresenta la base culturale dell'«Arcicapitalismo», quella spirale che ingloba «pubblicità, prodotto, marketing, credito facile per il pic­colo consumo, desiderio di fun e di evasione, speranza di restare giovani a lungo e di trarre prolungati piaceri dalla vita sessuale, una va­ga aspirazione a una vita abbondante e disinvolta, una velatura di spiritualità religiosa e di pathos..,». È ciò che configura un sistema politico-culturale caratterizzato da un dispotismo morbido, segnato da «un volto affabile, festoso e friendly». Insomma, il diavolo, il lato satanico della civiltà contemporanea, è piacevole: veste Prada, si direbbe, e perciò dissolve classi e lotta di classe, diluisce il popolo in utenti e clienti da fidelizzare, contrappone giovani e vecchi, stempera il reale nell'intratteni­mento.

È questo il Mostro Mite del titolo, ossia «il paradigma di cul­tura delle masse della Neodestra». Una tirannia già presentita da Tocqueville, una«carnevalizzazione» dell'esistenza identi­ficata e codificata da Bachtin, con la trasformazione della fisi­cità nel culto del corpo e nella wellness, i viaggi in un «furore turistico dissipativo», i cicli della produzione in una «inondazio­ne di rifiuti». Conclusione: se essere di sinistra significa essere «artificiali», perché è la cultura a correggere la natura, il mon­do allora è «naturalmente» di destra? Di sicuro, dice Simone, se non vuole essere inclusa, cioè inglobata e digerita, nella Neo­destra, la sinistra deve provare a entrare in una battaglia che non ha neanche cominciato a combattere.

Raffaele Simone, Il Mostro Mite, Laterza

 

Pubblicato il 10/11/2010 alle 22.41 nella rubrica Diario.

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