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La fonte meravigliosa

Attraverso i secoli, ci furono pionieri che si incamminarono per strade nuove, di null’altro armati se non della propria fede. Le loro mete differivano, ma tutti avevano questo in comune: che il passo era il primo, la strada sconosciuta, la certezza di vittoria incrollabile. E la mercede che ricevettero fu l’odio. I grandi inventori, i pensatori, i filosofi, gli artisti, rimasero soli contro gli uomini della loro epoca perché ogno nuovo grande pensiero trovò una nuova grande opposizione, trovò la lotta e le lagrime. Ogni nuova grande invenzione venne combattuta. Si rise del primo motore. Si disse che l’aeroplano era il sogni di un pazzo. L’anestesia venne giudicata peccaminosa. Ma gli uomini di coraggio e di fede non si lasciarono sgomentare. Lottarono, soffrirono e pagarono. Ma finirono per trionfare.

Nessun inventore venne spinto a lottare in vista del proprio personale interesse. Talvolta neppure combatté per servire suoi fratelli, perché i fratelli respingevano il dono che egli offriva. La verità, le scienze, il miglioramento, il progresso erano il suo scopo; ed egli intendeva conseguire quello scopo a modo suo. Una sinfonia, un libro, un motore, un sistema filosofico, un aeroplano, un edificio: quelli erano la sua meta e la sua vita, non gli esseri che leggevano, suonavano, volavano, credevano, e abitavano la casa che egli aveva costruita. La creazione, non chi se ne doveva servire. La creazione, non i benefici che ne sarebbero derivati per gli altri. La creazione che dava forma alla sua verità. Questa andava mantenuta al di sopra di tutto. La sua fede, la sua energia, il suo coraggio venivano dal suo spirito. E lo spirito di un uomo è la sua forza vitale, la sua fonte meravigliosa di vita, la sua personalità, il suo egoismo. Quell’entità spirituale che gli dà la certezza, la consapevolezza di esistere. Una prima causa, una fonte di energia, il motore dell’anima. Il creatore vive per se stesso. E solo vivendo così egli riesce a raggiungere quelle conquiste che sono la gloria dell’umanità.

L’uomo non può sopravvivere che attraverso il suo pensiero. Giunge sulla terra disarmato. Il suo cervello è la sua unica arma. Gli animali si procacciano il cibo con la forza. L’uomo non ha né zampe, né zanne, né corna, né forza enorme nei muscoli. Per sopravvivere, per procurarsi quanto è necessario all’esistenza, l’uomo ha bisogno di un processo di pensiero. Per cacciare, ha bisogno di armi, e per fare le armi di una trovata della sua intelligenza. Da questa necessità primordiale e semplice alla più alta astrazione religiosa, dalla ruota al grattacielo, tutto quello che siamo e tutto quello che abbiamo viene da un singolo attributo dell’uomo: la funzione della sua mente che ragiona. Ma il cervello è un attributo individuale, non è un patrimonio collettivo. Non esiste una merce che si chiami pensiero collettivo. (Corbaccio editore)

Pubblicato il 26/12/2009 alle 22.20 nella rubrica Diario.

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