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FAQ
         

      educate, 
    
agitate, 
    organize 
    
for freedom




      
La storia fluisce effettivamente in un'unica
caparbia direzione, molto particolare, che
nessuna scossa, per quanto prolungata, è
riuscita fino ad oggi a deviare in modo
duraturo:
di secolo in secolo, l'umanità
impone il primato della libertà individuale
su qualsiasi altro valore
. Passando attraverso
il progressivo rigetto della rassegnazione
di fronte a ogni forma di schiavitù, attraverso
i progressi tecnici che permettono di ridurre
ogni fatica, attraverso la liberalizzazione dei
costumi, dei sistemi politici, dell'arte e delle
ideologie. In altre parole, la storia umana è
quella dell'emergere della persona come
soggetto di diritto, autorizzato a pensare e a
gestire il proprio destino, libero da ogni
obbligo che non sia il rispetto del diritto
dell'altro alle medesime libertà.
JACQUES ATTALI



"Platone nel Libro VIII de La Repubblica scrive che
dalla libertà degenerata in licenza nasce e si
sviluppa una malapianta: la malapianta della
tirannia. Si tratta di spiegare alla gente che la
libertà illimitata cioè privata di ogni freno e d'ogni
senso morale non è più Libertà ma licenza.
Incoscienza, arbitrio. Si tratta di chiarire che per
mantenere la Libertà, proteggere la Libertà, alla
libertà bisogna porre limiti col raziocinio e il buon
senso. Con l'etica.
Si tratta di riconoscere la
differenza che passa tra lecito e illecito."
ORIANA FALLACI



-
è necessario moltiplicare e diffondere spazi
di confronto e di partecipazione liberi e non
omologati in cui ci sia posto per ragionare
più che per appartenere



- "Tre cose concorrono più di tutte le altre
alla conservazione della repubblica
democratica negli Stati Uniti.
La prima è la forma federale adottata dagli
americani, che permette all'Unione di godere
della potenza di una grande repubblica e
della sicurezza di una piccola.
La seconda consiste nelle istituzioni
comunali che, moderando il dispotismo della
maggioranza, danno al tempo stesso al popolo
il gusto della libertà e l'arte di essere libero.
La terza consiste nella costituzione del
potere giudiziario. I tribunali servono a
correggere gli errori della democrazia e
riescono a rallentare e a dirigere i
movimenti della maggioranza senza tuttavia
arrestarli.
Alexis de Tocqueville 

 
Considero i costumi come una delle grandi
cause generali cui si possa attribuire la
conservazione della repubblica democratica
negli Stati Uniti.
Adopero la parola costumi nel senso che gli
antichi davano alla parola mores; l'applico
quindi non solo ai costumi propriamente detti,
che si possono chiamare le abitudini del cuore,
ma anche alle varie nozioni possedute dagli
uomini, alle diverse opinioni che hanno corso
in mezzo a loro e all'insieme delle idee di cui si
formano le abitudini dello spirito. Comprendo
dunque sotto questa parola tutto lo stato morale
e intellettuale di un popolo.
Alexis de Tocqueville 


- "La libertà è come l'aria: si vive nell'aria.
Se l'aria è viziata, si soffre; se l'aria è
insufficiente, si soffoca; se l'aria manca,
si muore."
Luigi Sturzo


- Il pensiero debole, il pensiero di coloro che cercano
sempre di trovare giustificazioni per i nemici della
libertà, è un pericolo di cui dobbiamo essere
seriamente consapevoli. Nella nostra difesa della
libertà dobbiamo sempre combattere la battaglia delle
idee, e non darla mai per persa. Dobbiamo continuare
a disseminare liberamente le nostre idee, senza
lasciarci intimidire da quelle che sembrano essere
le tendenze dominanti in Europa.


- gran parte delle considerazioni e dei concetti
importanti da ricordare e ribadire, si rifanno ad
una nutrita schiera di autorevoli pensatori,
osservatori, personalità della cultura. Facciamo
in modo che si diffondano

 
TROPPI NON SANNO, NON VOGLIONO SAPERE,
NON VOGLIONO CHE SI SAPPIA

CINA 2005



- l'ignoranza della Storia è decisamente una delle
caratteristiche più negative dell'uomo moderno


"Chi controlla il passato, controlla il presente."
GEORGE ORWELL


- THOSE WHO CANNOT REMEMBER THE PAST ARE
CONDEMNED TO REPEAT IT.
                                                           
   
 11 Settembre 2001

- la vita è breve, la conoscenza infinita e nessuno
ha tempo per tutto. Riassumere dunque è un male
necessario e compito del riassuntore è fare bene
un lavoro che è pur sempre meglio che niente


"UNA SOCIETA' CHE DIMENTICA IL PROPRIO PASSATO
E' ESPOSTA AL RISCHIO DI NON RIUSCIRE A FAR
FRONTE AL PROPRIO PRESENTE E, PEGGIO ANCORA,
DI DIVENTARE VITTIMA DEL PROPRIO FUTURO."
Giovanni Paolo II - 7 novembre 2003


"Il tema della libertà e
delle forze ad essa ostili è immenso".
ALDOUS HUXLEY


"E' RARO CHE LA LIBERTA' DI QUALSIASI TIPO SI
PERDA TUTTA IN UNA VOLTA".
DAVID HUME


"Una delle ragioni
per cui le ideologie totalitarie hanno conosciuto
un successo di proporzioni così considerevoli
risiede nel fatto che troppi paesi democratici
sono stati incapaci di comprenderle.
Dobbiamo studiare e far capire i vari modi in cui
esse, o le loro varianti, hanno influenzato la nostra
atmosfera intellettuale, cosa che in parte accade
a causa di equivoci determinati da quella che
Dostoevskij chiamava la sudditanza per le idee
avanzate."
ROBERT CONQUEST


"Gli ideali sopravvivono attraverso il cambiamento.
E muoiono quando di fronte alle sfide prevale 
l'inerzia.
TONY BLAIR



Primo, uniremo la comunità delle democrazie per
costruire un sistema internazionale che si basi su
valori condivisi e sullo Stato di diritto.
Secondo, rafforzeremo la comunità delle
democrazie per combattere le minacce alla nostra
sicurezza e alleviare l'assenza di speranza che
alimenta il terrorismo.
Terzo, diffonderemo la libertà e la democrazia
nel mondo.
CONDOLEEZZA RICE, 18 gennaio 2005


"Noi sappiamo perché le altre civiltà sono 
scomparse: per eccesso di benessere e 
ricchezza e per mancanza di moralità e spiritualità.
Nel momento stesso in cui rinunci ai tuoi principi
e ai tuoi valori, in cui deridi questi principi e questi
valori, tu sei morto, la tua cultura è morta e la tua
civiltà è morta. Punto e a capo."
ORIANA FALLACI - 24.06.05 - Profeta del declino


 
- " Il liberale ama la tolleranza e la libertà.
Il suo amore per la tolleranza è la necessaria
conseguenza della convinzione di essere uomini
fallibili.
Tuttavia, egli è
tollerante con i tolleranti, ma
intollerante con gli intolleranti.
La tolleranza, al pari della libertà, non può
essere illimitata, altrimenti si autodistrugge.
Infatti, la tolleranza illimitata porta alla
scomparsa della tolleranza.
Se estendiamo l'illimitata tolleranza anche
a coloro che sono intolleranti, se non siamo
disposti a difendere una società tollerante
contro l'attacco degli intolleranti, allora i
tolleranti saranno distrutti e la tolleranza
con essi.
KARL POPPER


"Oggi le cose sono chiare, e se una cosa è da campo
di concentramento, dobbiamo chiamarla con questo
nome, anche se si tratta di socialismo"

"Il pensiero della totalità è un pensiero, è una ideo-
logia o un mito ...si mette in guerra permanente
contro ciò che nell'umanità è umano. Il totalitarismo
è il progresso della storia verso la zoologia, verso il
nulla dell'uomo."

Albert Camus


 
  1 Settembre 2004


  7 luglio 2005

   

  9 novembre 2005



Importante!!
Nonostante l'attenzione da me usata,
se ritieni che contenuti, testo o
immagini, di queste pagine ledano la
normativa sul diritto d'autore, ti prego
di contattarmi e provvederò a
rimuovere immediatamente le parti
contestate.



- Per difendere la nostra democrazia
dobbiamo sostenere, promuovere, favorire
la democrazia degli altri popoli e
preoccuparci degli arretramenti che si
dovessero verificare. Non possiamo
permettere che la democrazia venga
messa in pericolo nei paesi anche
lontani dal nostro.

- La mancanza di chiarezza morale è il motivo
per cui chi vive in società libere non sa
distinguere tra fondamentalisti religiosi degli
Stati democratici e terroristi religiosi degli
Stati fondamentalisti. E' la ragione per cui chi
vive in queste società può arrivare a
considerare nemici i suoi concittadini e
amici i dittatori stranieri.
NATAN SHARANSKY

- La democrazia presuppone a proprio
fondamento i valori della persona,
della dignità, dell'uguaglianza, del rispetto;
togliete valore a questi valori e avrete
tolto la democrazia.


- In una società libera la verità, per
affermarsi,
non può e non deve cercare
altro mezzo che la forza della convinzione
,
una convinzione, peraltro, che, nella
molteplicità di impressioni e di esigenze
che incalzano l'uomo, si forma solo
faticosamente.


"Ognuno può facilmente convincersi di
quanto questo impasto di timidezza, prudenza,
convenienza, ritrosia, timore, sia penetrato
nelle fibre dell'Occidente riflettendo su un
sintomo che lo rivela. Si tratta della forma
di autocensura e autorepressione che si
nasconde sotto le vesti di quello che si
chiama solitamente "linguaggio politicamente
corretto", il quale è una sorta di "neolingua"
che l'Occidente oggi usa per ammiccare,
alludere, insinuare, ma non per dire o
affermare o sostenere.
.....
In giro per il mondo ci sono tante
preoccupazioni, ma c'è anche tanta ipocrisia.
Di chi non vuol vedere né dire, per non
essere coinvolto; di chi vede e non dice, per
non sembrare sgarbato; di chi dice a metà e
chiede complicità sul resto, per non
assumersi troppe responsabilità".
MARCELLO PERA



diritti umani a Cuba 
                      

Archivio Vladimir Bukovsky


AUSCHWITZ - BIRKENAU 

"La colpa di tutte le persone di sinistra dal 1933
in avanti è di aver voluto essere antifasciste
senza essere antitotalitarie".
GEORGE ORWELL

Le nuove generazioni sono nate dalla grande
dimenticanza che i comunisti hanno imposto
alla memoria italiana.


LES TOTALITARISMES UTILISENT L'IGNORANCE
POUR VOUS ASSERVIR.
L'ANTIDOTE AU MENSONGE: LA LECTURE!!!



"Bisogna imparare a rispettare il diritto dell'uomo
più squallido, più disgustoso, a vivere come vuole.
Bisogna rifiutare una volta per sempre la fede
criminosa nella rieducazione di tutti a propria
immagine. Bisogna capire che senza violenza è
possibile creare soltanto un'uguaglianza di
possibilità, ma non un'uguaglianza di risultati.
Solo al cimitero gli uomini raggiungono l'assoluta
uguaglianza, e se volete trasformare il vostro
paese in un gigantesco cimitero, allora fatevi
socialisti."
VLADIMIR BUKOVSKIJ
(da: "Il vento va, e poi ritorna" - ed. Feltrinelli 1978)


  UNGHERIA 1956


  CECOSLOVACCHIA 1968


  POLONIA 1980



  CINA 1989


   BERLINO 1989

    ROMANIA 1989

    MOSCA 1991

DA LEGGERE E RILEGGERE:

-
Conoscere il comunismo (Jean Daujat)
- Perché non possiamo non dirci anticomunisti
- Il problema è l'utopia
- Da Rousseau a Marx: storia liberticida
- Il marxismo è un errore atroce
- Umano e antiumano
- Il solito comunismo
- La notte della storia
- L'interpretazione di F. Furet
- Libertà e verità
- Libertà cristiana e liberazione
- Sulla teologia della liberazione
Cristianesimo e marxismo: una convergenza 
   impossibile
Il rapporto segreto che demolì lo stalinismo
I libri di ABES
Link a siti interessanti
Consiglio d'Europa doc. 7568/1996
Consiglio d'Europa ris. 1096/1996
Consiglio d'Europa doc. 10765/2005
Consiglio d'Europa ris. 1481/2006
Cosa leggere sui gulag
Gulag in Romania
Silenzio sul gulag
Metamorfosi del socialcomunismo
Il dossier Mitrokhin
Commissione Mitrokhin
Relazione maggioranza su dossier Mitrokhin
Relazione minoranza su dossier Mitrokhin
Lo stalinismo e la sinistra italiana
Compagni alla forca
La strage di Schio
I crimini del comunismo 1
I crimini del comunismo 2
I crimini del comunismo 3
Il paradiso sovietico
Storia del Gulag
Come nasce e muore lo Stato comunista
Il Totalitarismo
Il mito della resistenza comunista
Resistenza e miti da sfatare
Sui lager sovietici
La strage di Siroki Brijeg
La rivoluzione ungherese
Una rivoluzione antitotalitaria
Holodomor: the great famine
Propaganda Germania est
Il triangolo della morte
Reduci alla sbarra
The nine commentaries on the CCP
Il vero partito azienda
Il partito è un "essere"
La svolta di Chruscev
Contro Castro e Guevara
Comunismo cubano
Il vero Che
Verità vs mitologia
Oltre il mito
I gay a Cuba
Il Che non studiò a Parigi
Horror picture show
Il logo del rivoluzionario
I cattocomunisti
- Diliberto e Cuba
- Red holocaust
- Necropolis
- Perchè il marxismo morì
- Il mito - resistenza
- Dalla tomba della Storia
- Il cimitero di Lavashovo
- Levashovo memorial
- Il massacro degli alpini
- Budapest 1956_video
- La rivoluzione ungherese
- Dieci anni di illusioni
- Testimoni e martiri
- Necropolis gulag
- Veltroni e Pol Pot
- Le radici della violenza
- Apologia del comunismo
- L'Occidente e gli altri
- Why I became a conservative
- Crimes of soviet communists
- Museum of communism

- Communism
- Geografia dell'arcipelago

- L'ombra del KGB sull'Europa
- Comunismo e fascismo
- Cultura comunista
- Intolleranza stalinista

- Critiche al comunismo
- Nel nome di Marx
- Dal sogno all'incubo
- Good by Lenin
- Nove commentari sul PCC
- La memoria del bene

- Afganistan
- 4.6.1989: il massacro di Tien an men
- Soviet days
- Il costo umano del comunismo
- Orrore e utopia del novecento
- Gulag era in pictures
- Soviet exibit - gulag
- Open Society Archives
- Gulag history
- Forced Labor Camp
- Revelation from the Russian Archives
- Gulag falce e martello
- Harry Wu
- Wikipedia - gulag
- La storiografia comunista dopo 1989
- Fine del muro di Berlino 1989



Non c'è un paese in cui sia stato instaurato
un regime comunista ove non si sia imposto
un sistema di terrore.
NORBERTO BOBBIO



...c'è qualcosa di peggio della malafede.
C'è un riflesso autoritario che ho incontrato
spesso nei politici e nei militanti della sinistra
che si ritiene la più dura e la più pura, ma che
è soltanto la più ottusa. E' un istinto che scatta
quando sentono o leggono qualcosa che non
gli piace. Sanno che la cosa è vera, ma in quel
momento non fa il loro gioco, non giova alla
loro chiesa politica o ideologica. Allora
dichiarano che è falsa. E che il giornalista o lo
scrittore che l'afferma è un falsario.
GIANPAOLO PANSA


Le ideologie ormai contano poco. Sono
crollate come birilli negli anni '80. Nel
grande magazzino del passato ognuno trova
o troverà, secondo la tradizione nazionale, i
propri punti di riferimento, i propri valori, i
costumi dei grandi personaggi che pensa di
indossare o di poter indossare o ritagliare
sugli altri. I riferimenti dottrinari sono e
saranno sempre più rari.
Peseranno le persone.

 
It is not because things are difficult
that we do not dare; it is because we
do not dare that things are difficult.
SENECA


Il vero problema di una democrazia
è che nessun potere divenga
irresponsabile e impunibile.
Che esistano, per ogni potere,
efficaci strumenti di controllo e che
essi risiedano, in ultima istanza,
nella sovranità del popolo.



I totalitarismi pretendevano di poter realizzare
in terra ciò che atteneva al cielo. Ma gli angeli
del loro cielo furono le polizie di Stato, gli
stermini di massa, i lager, i gulag. Tanto che
ancora oggi le persone più ragionevoli
continuano a domandarsi come sia stato
possibile che in tanti abbiano potuto credere
a quel cielo. E se quegli angeli maledetti possano
ancora tornare tra di noi.


GLI INTELLETTUALI FILOTIRANNICI
" Che cosa può avere indotto pensatori e
scrittori a giustificare le azioni di tiranni
moderni o, ancora più frequentemente, a
negare qualsiasi differenza sostanziale
tra una tirannia e le società libere
dell'Occidente? Regimi fascisti e comunisti
sono stati accolti a braccia aperte da molti
intellettuali occidentali per tutto il ventesimo
secolo, così come innumerevoli movimenti
di "liberazione nazionale" che divennero
immediatamente tirannie tradizionali
arrecando miseria a popolazioni sfortunate
in tutto il mondo. Nel ventesimo secolo la
democrazia liberale occidentale è stata
presentata in termini diabolici come la vera
sede della tirannia .... Come funzionano le
menti di questi intellettuali?"
Mark Lilla - The Reckless Mind. Intellectuals
in Politics - N.Y. R.B. 2001 - traduzione di
Victor Zaslavsky


"I beni si disprezzano quando si possiedono
sicuramente, e si apprezzano quando sono
perduti o si corre il pericolo di perderli."
Giacomo Leopardi


"Considero empia e detestabile la massima che
in politica la maggioranza di un popolo ha il diritto
di fare tutto; e tuttavia ritengo che l'origine del
potere sia da porre nella volontà della maggioranza."
Alexis de Tocqueville


L'eredità storica dello stalinismo sulla cultura politica
della sinistra italiana "si rivela in tre caratteristiche
interconnesse e interdipendenti:
- La debolezza del riformismo e la mancanza di un
progetto riformista realistico e realizzabile;
- la comunicazione e la competizione politica basate
sulla delegittimazione dell'avversario e condotte in
maniera antidemocratica, cioè senza sentire l'obbligo
di presentare soluzioni alternative;
- l'antiamericanismo come base di costruzione
dell'identità politica.
Individuare e analizzare le radici nazionali, i percorsi
storici e le tappe della cristallizzazione di questa
cultura politica diventa la condizione necessaria per
liberare la coscienza dai miti e dagli inganni dello
stalinismo."
VICTOR  ZASLAVSKY 



L'immagine della statua della libertà riprodotta
ad inizio pagina è tratta dal
sito di Viggiù.

  Bottomline profile





The world isn't perfect,
the thruth is usually in the middle,
and things are rarely
as simple as they seem.


Tutti gli imperi e tutti i regni sono
crollati, per questa intrinseca e costante
debolezza, che furono fondati da uomini
forti su uomini forti. Ma quest'unica cosa,
la storica Chiesa cristiana, fu fondata su
un uomo debole, e per questo motivo è
indistruttibile. Poiché nessuna catena è
più forte del suo anello più debole.
G.K.CHESTERTON


Ciò che io ho visto, un uomo non
dovrebbe nè vedere nè sapere.
Ma se lo ha visto, sarebbe meglio
che morisse in fretta.
VARLAV SALAMOV, Racconti di Kolyma


CURRY THE BATTLE TO THEM. DON'T LET
THEM TO BRING IT TO YOU. PUT THEM ON
THE DEFENSIVE AND DON'T EVER APOLOGIZE
FOR ANITHING.
HARRY S. TRUMAN


REPETITION DOES NOT TRANSFORM A LIE
INTO A TRUTH.
Franklin D. Roosevelt



















 


25 dicembre 2011

Non siamo noi il problema dell’euro

Dire che siamo noi il problema dell’euro è una colossale sciocchezza, anche perché i problemi veri sono vecchi e le cose nuove (pochine) sono positive, a cominciare da una disciplina fiscale grazie alla quale abbiamo il bilancio primario in attivo e un debito pubblico che, rispetto al pil, dal 2008 a oggi è cresciuto meno di quello altrui. Allora, come è possibile che siano queste cose nuove ad avere scatenato la speculazione?Infatti non è possibile, perché non è vero. E’ successo, invece, che la debolezza istituzionale europea è stata surrogata dall’asse franco-tedesco, autonominatosi guida dell’Unione. Tale asse è stato gravemente incapace prima di capire e poi di fronteggiare quel che succedeva in Grecia, supponendo di potere salvare le proprie banche chiedendo ai greci di rinunciare al presente e al futuro. L’asse ha enunciato un dogma mortifero: la Grecia non sarà mai lasciata alla bancarotta, sarà protetta da tale prospettiva, ma questo senza modificare nulla della struttura dell’euro e della Banca centrale europea. Da quel momento è cominciata la corrida, con gli speculatori che (giustamente, dal loro punto di vista) si arricchiscono a nostre spese. E più la Germania della Merkel ha puntato a far credere che la Bce sia una specie di Bundesbank, ispirandosi alla dottrina della moneta forte e del rigore interno, più la speculazione s’è leccata i baffi, addentandoci ai polpacci e puntando al collo. Così andando stramazza l’euro.C’è la controprova: sia i giapponesi che gli statunitensi hanno un indebitamento lordo che, in rapporto al prodotto interno, è superiore a quello europeo, essendo l’Europa l’area più ricca, eppure pagano interessi inferiori ai nostri. Come ci sono riusciti? Governando la loro moneta e non credendo nella scempiaggine che si possa farla volare con il pilota automatico. Quando i mercati hanno a che fare con una valuta governata sanno bene che chiedendo tassi d’interesse progressivamente sempre più alti si va incontro ad una svalutazione, che a sua volta può generare inflazione, quindi, oltre un certo limite, essere esosi non è conveniente. Un po’ come gli strozzini, se mi è concesso il paragone: fino ad un certo punto puntano a farsi restituire i soldi, con le buone o con le cattive, dopo un certo livello possono prenderti la macchina e l’amante, perché i debiti, oramai, sono una montagna non scalabile.La Merkel ha commesso l’imperdonabile errore di volere guidare l’Europa avendo in mente i più chiusi e limitati interessi immediati del sistema produttivo tedesco, mentre nella difesa delle proprie banche, inguaiate con titoli sempre meno esigibili (e ciò significa che hanno prima lucrato a spese di greci, spagnoli e italiani), ha trovato un partner in Nicolas Sarkozy, il quale a sua volta non vince più elezioni intermedie e l’anno prossimo si gioca il posto all’Eliseo, che per lui conta più di ogni altra cosa. (tratto da Davide Giacalone del 26/10/2011)




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11 dicembre 2011

Finanziamento pubblico dei Partiti il Tabù che Nessuno Osa Infrangere

C' è un innominabile tabù tra i costi della politica che nessuno osa toccare: sono i soldi versati dallo Stato ai partiti, ironicamente denominati «rimborsi spese elettorali». Nella fiera delle spese politiche da tagliare - parlamentari, Province, Comuni, vitalizi, ecc. - mai è stato indicato il finanziamento ai partiti che non solo è una spesa consistente, ma rappresenta anche un fattore distorcente il gioco democratico. Il finanziamento pubblico ai partiti, introdotto nel 1974 «per interrompere l' illegalità», è stato abrogato dal referendum del 1993. Ma, da allora, diverse nuove leggine sui sedicenti «rimborsi elettorali» (approvate tutte all' unanimità nell' ombra delle commissioni parlamentari su impulso soprattutto dei tesorieri del Pds-Pd e della Lega) hanno dilatato quegli stessi contributi che erano stati nominalmente abrogati. Ogni elettore, che in origine versava obbligatoriamente ai partiti circa 0,5 euro (al valore attuale), oggi ne versa circa 3,6 che salgono almeno a 5 euro se si prendono in considerazione analoghe voci come l' editoria politica, i gruppi parlamentari e il fondo per i debiti dei partiti. Nel 2010 i partiti hanno ricevuto solo di rimborsi elettorali 182.144.222,1 euro, mentre la prevista riduzione del 10% è stata rinviata al futuro. Tali ingenti somme di denaro inquinano la democrazia per diverse ragioni: perché le burocrazie centrali che le ricevono possono esercitare un grande potere sui propri partiti; perché favoriscono la frammentazione; e perché discriminano chi è fuori rispetto a chi è dentro. Si afferma che la democrazia costa. È vero, ma il punto è il modo in cui la collettività deve farvi fronte e in quale misura, dato che il costo dei partiti in Italia è superiore agli standard degli altri Paesi europei. Un finanziamento più equo per i cittadini, e meno inquinante per la politica, potrebbe essere quello erogato, entro determinate soglie, direttamente dagli elettori ai candidati ed ai partiti prescelti, grazie all' incentivo della defiscalizzazione, secondo sistemi analoghi in vigore in altri Stati europei. Massimo Teodori




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25 gennaio 2011

fermarsi tutti e in tempo

Esplicitamente il presidente della Cei ha suggerito ai diversi contendenti di "fermarsi tutti e in tempo". Ed ha volutamente evitato di drammatizzare l'odierno passaggio nei rapporti Stato Chiesa, che i media avevano caricato dell'attesa di una "spallata" dei vescovi al premier e al suo Governo, creando un clima insolito per una riunione ecclesiale, con la presenza di tanti fotografi, teleoperatori e giornalisti nella hall dell'albergo scelto dalla Cei e presidiato anche delle unita' cinofile della Polizia di Stato.
I vescovi italiani insomma hanno messo ben in chiaro che non vogliono associarsi ai gia' "troppi che, seppur ciascuno a modo suo, contribuiscono al turbamento generale, a una certa confusione, a un clima di reciproca delegittimazione". Anche se "la comunita' nazionale ha indubbiamente una propria robustezza e non si lascia facilmente incantare ne' distrarre dai propri compiti quotidiani", per Bagnasco e' reale infatti il rischio che "taluni sottili veleni si insinuino nelle psicologie come nelle relazioni, e in tal modo, Dio non voglia, si affermino
modelli mentali e di comportamento radicalmente faziosi".
"Forse che questo non sarebbe un attentato grave alla coesione sociale? E quale futuro comune potra' risultare, se il terreno in cui il Paese vive rimanesse inquinato?", si e'chiesto il cardinale. Stiamo passando, ha denunciato, "da una situazione abnorme all'altra, e' l'equilibrio generale che ne risente in maniera progressiva, nonche' l'immagine generale del Paese".
Per questo, ha ammonito Bagnasco, dall'inchiesta giudiziaria, cosi' come dalla tempesta mediatica e dalle polemiche politiche che ha innescato, "comunque si chiariranno le cose, nessuno ricavera' realmente motivo per rallegrarsi, ne' per ritenersi vincitore". "La vita di una democrazia - ha ricordato il porporato - si compone di delicati e necessari equilibri, poggia sulla capacita' da parte di ciascuno di auto-limitarsi, di mantenersi cioe' con sapienza entro i confini invalicabili delle proprie prerogative".




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2 dicembre 2010

La sinistra scherza col morto

 

di Giampaolo Pansa

Sembra un film. Un pessimo film di fantapolitica. C’è una dittatura da far cadere. È sufficiente sconfiggerla in Parlamento? Assolutamente no. Bisogna batterla anche nelle piazze. Detto fatto, esplode la rivolta popolare. Giovani e anziani si scontrano con le guardie armate del Tiranno. Corteo dopo corteo, ci scappa il morto. Ucciso dalle guardie, naturalmente. Il morto viene sollevato da terra e portato, in alto sulle braccia, sino alla dimora del Tiranno. La folla glielo mostra e urla: è colpa tua! In preda al terrore, il Tiranno fugge. E la libertà ritorna.
Ho detto che è un filmaccio. E spero di non vederlo mai. Me l’hanno fatto venire in mente gli infiniti cortei di questi giorni contro la riforma dell’università progettata dal ministro Mariastella Gelmini. Brutta storia, davvero brutta.
 i ha indignato, e spaventato, l’assalto al Senato, che ha visto una squadra di incappucciati superare il primo ingresso. Il Senato, come la Camera, è di tutti gli italiani. E mi dà sgomento la domanda della Jena apparsa giovedì sulla Stampa. Diceva: «Bisogna rispettare il Senato. Anche se c’è Schifani?». Basta un dettaglio, ben poco ironico, per intuire che la sinistra non sta più scherzando con il fuoco, bensì con il morto.
Troppi politici di opposizione hanno perso la testa. Credono che salire sui tetti possa ridargli i voti che hanno perso. Si sbagliano: quando saremo chiamati alle urne, quei voti andranno tutti al moribondo Berlusconi. È inutile che Bersani entri alla Camera indossando l’eskimo, come testimonia su Libero un deputato di centrodestra, Riccardo Mazzoni. Allo stesso modo, non serve a nulla che il leader del Pd dia dell’arrogante alla Gelmini. E che Di Pietro la descriva «chiusa nel bunker come Mussolini» (Tonino, impara la storia: nel bunker ci stava Hitler, non Benito).
Anche il parallelo con i cortei degli anni Settanta non serve. Se i capi della sinistra di allora fossero saliti sul tetto del Duomo di Milano, i katanga del Movimento studentesco e degli altri gruppi extraparlamentari li avrebbero fatti volare di sotto. Oggi, invece, i politici di opposizione sono diventati tutti scalatori. Persino il futurista Fabio Granata, un signore sovrappeso, inciccionito dalle troppe sedute nei ristoranti vicini a Montecitorio.
Perché i tettaioli della Casta di sinistra e affini si sentono sicuri? Un motivo esiste. L’odierno movimento di piazza non è per niente roba di studenti. È la sommossa di un’altra Casta: quella dei baroni e dei ricercatori universitari. Non vogliono perdere i loro privilegi, tanti per i primi e pochi per i secondi. È questo che gli importa, non lo stato comatoso dell’università italiana. E rifiutano di ascoltare quanto dicono alcuni rettori di buonsenso, non certo di destra, né al servizio del Caimano.
I lettori del Riformista hanno visto ieri quel che ha scritto Guido Fabiani, il rettore di Roma Tre. Giovedì 25 novembre, seminascosto da Repubblica, il giornalone pro-rivolta, aveva parlato Enrico Decleva, rettore della Statale di Milano e presidente della Crui, la Conferenza dei rettori italiani. Intervistato da Laura Montanari, ha spiegato che l’università ha bisogno della riforma Gelmini e ha aggiunto: «Davanti ai cambiamenti esistono sempre resistenze. In questo caso, c’è un freno conservatore anche se viene da sinistra».
Decleva ha smontato all’istante lo slogan più diffuso, gridato in tutti i cortei: la Gelmini privatizza l’università, il capitalismo berlusconiano si sta mangiando i nostri atenei, orrore! Infatti il rettore di Milano spiega: «Pensano che introdurre tre esterni in un consiglio di amministrazione significhi consegnare l’università ai privati».
Il presidente dei rettori ha ragione. Tuttavia non esistono ragioni che tengano di fronte a un caos che ha un chiarissimo obiettivo politico: far cadere il governo Berlusconi. Forse non sarà un’impresa difficile, visto lo stato comatoso dell’esecutivo. Ma l’eventuale successo non cancellerà l’ipocrisia di troppi media. Giornali e tivù stanno per lo più dalla parte dei cortei. Nell’illusione di conquistare nuovi lettori e di strappare qualche frazione di audience in più.
Per portare a casa questo miserando bottino, tradiscono un’altra volta la loro missione primaria: informare in modo corretto sullo stato del paese. Di alcune testate, Repubblica per prima, nessuno si sorprende più. È da anni che il super-giornale di Ezio Mauro e di Carlo De Benedetti è diventato il nemico giurato del Caimano. Siamo di fronte a un foglio guerrigliero che ogni giorno scende in battaglia per distruggere Berlusconi. E forse vincerà perché il Cavaliere è in agonia e non appare più in grado di difendersi.
A meravigliarmi sono altri media. È il caso del telegiornale di Sky. Lo vedo quattro o cinque volte, dalla mattina presto alla sera tardi. E devo registrare la sua stupefacente deriva verso sinistra. Sin dagli inizi lo guida Emilio Carelli, cinquantotto anni, ritenuto da tutti un moderato, nato nella Mediaset del Berlusca, il volto principale del Tg5 per parecchio tempo. E dal 2003 direttore di tutte le edizioni giornaliere del tigì a pagamento.
Ma oggi il suo Skytg24 non lo riconosco più. È malato di settarismo anti-Cav. Mi sembra diventato la Telekabul di Murdoch. Un gemello del Tg3, il telegiornale rosso della Rai. Strano? Mica tanto. Il proprietario di Sky, l’australiano Rupert Murdoch, lo Squalo, non ama per niente Berlusconi. E da che mondo è mondo, l’asino va sempre legato dove vuole il padrone. Soprattutto se è un asino televisivo.




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22 novembre 2010

CENTO MILIONI IN PIU'

Joel Kotkin (demografo, economista, urbanista) afferma che la formidabile crescita demografica resta la causa principale di vitalità dell’America. Non è solo questione di numeri ma di freschezza, rinnovamento, dinamismo. “Tra le cento maggiori imprese americane quindici sono state fondate e guidate da stranieri”. E’ il caso di Google, Face book, Yahoo: non esisterebbero se gli USA avessero chiuso le frontiere. Entro la metà del secolo l’America avrà 450 milioni di abitanti (cento milioni in più rispetto agli attuali) di cui 350 milioni di persone sotto i 65 anni. L’Europa al confronto sarà un continente-ospizio, con un terzo della popolazione ultrasessantacinquenne. La demografia non ha smesso di avere un ruolo nel confronto geostrategico tra superpotenze. “Non a caso Putin lamenta il rischio di una decadenza della Russia: nel 2050 avrà perso il 30% dei suoi abitanti e sarà ridotta a un terzo degli Stati Uniti”. L’altra grande rivale, la Cina, è soggetta a un rapido invecchiamento che metterà a dura prova la tenuta sociale, per la mancanza di Welfare state. E la Cina con la sua schiacciante omogeneità etnica non ha la risorsa delle “contaminazioni” culturali provocate dall’afflusso di etnie diverse.

In quanto alla qualità della vita sarà assai peggiore in quei paesi dove mancano nuove generazioni per sostenere la generazione anziana. E poi le frontiere aperte sono un ingrediente indispensabile della società aperta.

 




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10 novembre 2010

Il mostro mite

«Da tempo in Occidente la sinistra nelle sue diverse forme arretra e i suoi prin­cipi fondamentali sono ovunque sotto attacco o in declino». Oggi «una posizione di sinistra è fragile e oscillante: aderirvi è costoso (ri­chiede sforzo e rinunce), permanervi è arduo (arriva a richie­dere perfino il rimodellamento della propria vita), uscirne può essere una tentazione».

Ma che cosa ha determinato l'illanguidimento della sinistra e dei suoi ideali, il suo «morire e trasfigurarsi» nella genericità postpolitica? In parte la sua stessa storia, dal momento che la sinistra al potere è legata ai sistemi di socialismo reale, con il loro carico di odiosità sociale e umana, identificata da destra nel «miseria, terrore e mor­te». Poi perché la dirigenza della sinistra europea «non ha prodotto neanche un'idea forte dall'epoca del welfare state». Ma la crisi potenzialmente mortale della sinistra dipende infine dalla sua subalternità al successo della Neodestra, aggregato «ubiquo e infiltrante e al­la fine inafferrabile».

La Neodestra rappresenta la base culturale dell'«Arcicapitalismo», quella spirale che ingloba «pubblicità, prodotto, marketing, credito facile per il pic­colo consumo, desiderio di fun e di evasione, speranza di restare giovani a lungo e di trarre prolungati piaceri dalla vita sessuale, una va­ga aspirazione a una vita abbondante e disinvolta, una velatura di spiritualità religiosa e di pathos..,». È ciò che configura un sistema politico-culturale caratterizzato da un dispotismo morbido, segnato da «un volto affabile, festoso e friendly». Insomma, il diavolo, il lato satanico della civiltà contemporanea, è piacevole: veste Prada, si direbbe, e perciò dissolve classi e lotta di classe, diluisce il popolo in utenti e clienti da fidelizzare, contrappone giovani e vecchi, stempera il reale nell'intratteni­mento.

È questo il Mostro Mite del titolo, ossia «il paradigma di cul­tura delle masse della Neodestra». Una tirannia già presentita da Tocqueville, una«carnevalizzazione» dell'esistenza identi­ficata e codificata da Bachtin, con la trasformazione della fisi­cità nel culto del corpo e nella wellness, i viaggi in un «furore turistico dissipativo», i cicli della produzione in una «inondazio­ne di rifiuti». Conclusione: se essere di sinistra significa essere «artificiali», perché è la cultura a correggere la natura, il mon­do allora è «naturalmente» di destra? Di sicuro, dice Simone, se non vuole essere inclusa, cioè inglobata e digerita, nella Neo­destra, la sinistra deve provare a entrare in una battaglia che non ha neanche cominciato a combattere.

Raffaele Simone, Il Mostro Mite, Laterza

 




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18 maggio 2010

Libertà e sicurezza

 

Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza (Benjamin Franklin)




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7 gennaio 2010

La legge sacra della vita

"Con tragica evidenza venne a manifestarsi la legge sacra della vita: la libertà dell’uomo sta al di sopra di tutto, non v’è al mondo obiettivo degno del sacrificio della libertà dell’uomo.

La storia dell’umanità è la storia della sua libertà. La crescita della potenza dell’uomo si esprime innanzi tutto nella crescita della libertà. La libertà non è necessità diventata coscienza, come pensava Engels. La libertà è diametralmente opposta alla necessità, la libertà è la necessità superata. Il progresso è essenzialmente progresso della libertà umana. Giacché la vita stessa è libertà, l’evoluzione della vita è evoluzione della libertà." (Vasilij Grossman – Tutto scorre…)

 




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5 gennaio 2010

un rischio da non rischia­re

Dall’articolo di Giovanni Sartori sul Corriere della Sera di oggi traggo alcune considerazioni del tutto condivisibili.

“La questione non è tra bianchi, neri e gialli, non è sul colore della pelle, ma invece sulla «integra­bilità» dell’islamico. Non serve leggere il Corano ma imparare dall'espe­rienza. La domanda è allo­ra se la storia ci racconti di casi, dal 630 d.C. in poi, di integrazione degli islamici, o comunque di una loro riuscita incorpo­razione etico-politica (nei valori del sistema politi­co), in società non islami­che. La risposta è sconfor­tante: no.

In­ghilterra e Francia si sono impegnate a fondo nel problema, eppure si ritro­vano con una terza gene­razione di giovani islami­ci più infervorati e incatti­viti che mai. Il fatto sor­prende perché cinesi, giapponesi, indiani, si ac­casano senza problemi nell’Occidente pur mante­nendo le loro rispettive identità culturali e religio­se. Ma — ecco la differen­za — l’Islam non è una re­ligione domestica; è inve­ce un invasivo monotei­smo teocratico che dopo un lungo ristagno si è ri­svegliato e si sta vieppiù infiammando. Illudersi di integrarlo «italianizzan­dolo » è un rischio da gi­ganteschi sprovveduti, un rischio da non rischia­re.

Le società liberal- pluralistiche non richiedono nessuna assimilazione. Fermo restando che ogni estraneo (straniero) mantiene la sua religione e la sua identità culturale, la sua integrazione richiede soltanto che accetti i valori etico-politici di una Città fondata sulla tolleranza e sulla separazione tra religione e politica. Se l’immigrato rifiuta quei valori, allora non è integrato; e certo non diventa tale perché viene italianizzato, e cioè in virtù di un pezzo di carta. Al qual proposito l’esempio classico è quello delle comunità ebraiche che mantengono, nelle odierne liberaldemocrazie, la loro millenaria identità religiosa e culturale ma che, al tempo stesso, risultano perfettamente integrate nel sistema politico nel quale vivono.

La variabile islamica (il suo monoteismo teocratico) risulta essere la più potente. Alla sua intensità massima produce l’uomo- bomba, il martire della fede che si fa esplodere, che si uccide per uccidere (e che nessuna altra cultura ha mai prodotto). Diciamo, a caso, che a questo grado di surriscaldamento, di fanatismo religioso, arrivano uno-due musulmani su un milione. Tanto può bastare per terrorizzare gli infedeli, e al tempo stesso per rinforzare e galvanizzare l’identità fideistica (grazie anche ai nuovi potentissimi strumenti di comunicazione di massa) di centinaia di milioni di musulmani che così ritrovano il proprio orgoglio di antica civiltà.

Ecco perché, allora, l’integrazione dell’islamico nelle società modernizzate diventa più difficile che mai."




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4 gennaio 2010

Turchia in Europa?

La Turchia in Europa assumerebbe un peso tutt'altro che marginale. Con 73 milioni di abitanti, e una previsione di 90 entro il 2023, sarebbe probabilmente la nazione più popolosa dell'unione e il sistema di voto dell'Ue le consentirebbe di avere un ruolo cruciale in ogni decisione, tanto più se si considera il fatto che gli immigrati turchi in Europa sono già adesso quattro milioni. Che cosa succederebbe, allora, nel caso in cui, come molti ritengono, l'Ue non fosse in grado di integrare una popolazione così consistente e soprattutto così estranea alla tradizione europea politica, culturale e religiosa? Molti temono il realizzarsi di un piano islamico di conquista dell'Europa che l'ingresso della Turchia in Europa faciliterebbe notevolmente. «Grazie alle vostre regole democratiche vi invaderemo - disse alcuni anni or sono a Monsignor Bernardini, arcivescovo di Smirne, un alto funzionario islamico durante un incontro sul dialogo religioso islamo-cristiano - grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo». Queste parole vengono prese con estrema serietà da coloro che credono sia in atto un'offensiva musulmana contro l'Europa. Ma anche chi non teme l'avanzata islamica e non crede a un piano di conquista europea già in atto, non può fare a meno di nutrire perplessità sull'effettiva adeguatezza della Turchia rispetto ai requisiti per l'adesione di nuovi membri fissati nel 1993 al vertice di Copenaghen e inseriti nel 2000 nel Trattato sull'Unione Europea: in particolare, l'esistenza di un'economia di mercato, in grado di competere entro lo spazio europeo, e di istituzioni politiche stabili che garantiscano democrazia, legalità e rispetto dei diritti umani universali, inclusa la libertà di religione e la protezione delle minoranze.




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27 dicembre 2009

La ricchezza deve essere creata

Ogni qualvolta fra gli uomini appaiono dei distruttori, cominciano prima di tutto a distruggere il denaro, perché il denaro é la protezione degli uomini e la base di un'esistenza morale. I distruttori si impossessano dell'oro, dando in cambio un mucchio di carta. Questo uccide tutti i principi obbiettivi e consegna gli uomini al potere arbitrario, un arbitrario giudice dei valori. L'oro era un valore oggettivo, un equivalente della ricchezza prodotta. La carta é un'ipoteca su una ricchezza che non esiste, appoggiata da un fucile puntato su coloro che devono produrre. La carta é un assegno rilasciato dai pescecani legali su un conto che non é il loro: sulle virtù delle vittime. Attenti al giorno in cui l'assegno vi sarà rimandato indietro con sopra scritto: "Per mancanza di fondi".

Quando avrete fatto del male un mezzo per sopravvivere, non vi aspettate che gli uomni rimangano buoni. Non vi aspettate che rimangano morali per far cuscino agli immorali. Non vi aspettate che producano, quando la produzione viene punita e il ladrocinio ricompensato. Non chiedetevi: "Chi distrugge il mondo?" Siete voi.

Siete in mezzo alle più grandi conquiste della più grande civiltà produttiva e vi chiedete perché vi cade a pezzi intorno, mentre condannate la sua linfa vitale... il denaro. Considerate il denaro come lo consideravano i selvaggi prima di voi, e vi chiedete perchè la giungla sta man mano inghiottendo le vostre città. Nella storia dell'uomo, il denaro è sempre stato rubato da pescecani di un tipo o dell'altro, i cui nomi cambiavano, ma i metodi rimanevano gli stessi: impossessarsi della ricchezza con la forza e tenere i produttori legati, diffamati, oppressi, privati dell'onore.
Quella frase sul male del denaro, che pronunciate con tanta virtuosa indifferenza, proviene da un'epoca in cui il denaro veniva prodotto dal lavoro degli schiavi... schiavi che continuavano a ripeterla, dopo che fu scoperta dalla mente di qualcuno, e rimasta così per secoli. Finché la produzione veniva regolata dalla forza e la ricchezza veniva conquistata con la violenza, poteva andar bene.

Però, attraverso secoli di miseria e di fame, gli uomini hanno continuato a esaltare i pescecani, a considerarli aristocratici della spada, aristocratici per nascita, aristocratici della burocrazia,e a disprezzare i produttori, a considerarli schivi, commercianti.... e industriali.

Per la gloria dell'umanità,c'é stata, per la prima e ultima volta nella storia, una nazione del denaro...  e non trovo miglior tributo da offrire all'America, perché questo significa: una nazione di ragione, di giustizia, di libertà, di produzione, di conquista. Per la prima volta, la mente dell'uomo e il denaro furono liberati e non esistevano più fortune-per-conquista, ma fortune-per lavoro,  e al posto degli uomini con la spada in  mano apparvero i reali costruttori del benessere, i più grandi lavoratori, gli esseri umani più evoluti.... gli uomini fatti da sè.. gli industriali americani.
Se mi chiedete di nominare la più orgogliosa  distinzione degli americani sceglierei.... perché contiene tutte le altre...  il fatto che sono stati loro a creare la frase "far soldi". Nessun altro popolo e nessun'altra nazione aveva mai usato prima queste parole; gli uomini avevano sempre pensato alla ricchezza come a una quantità statica... da ereditare, chiedere, rubare, dividere o ottenere come un favore. Gli americani sono stati i primi a capire che la ricchezza deve essere creata. Le parole "far soldi" contengono l'essenza della moralità umana.


Eppure queste furono le parole per le quali gli americani furono condannati dalla cultura dei continenti dei pescecani. Ora il credo dei pescecani vi ha convinti a considerare le vostre più grandi conquiste come un marchio di infamia, la vostra prosperità come una colpa, gli industriali come delinquenti, e le vostre meravigliose fabbriche con il prodotto e la proprietà di un lavoro muscolare, il lavoro di schiavi, frustati come quelli delle piramidi d'Egitto. Il farabutto che dice di non vedere alcuna differenza fra il potere del dollaro e quello della frusta, dovrebbe imparare la differenza sulla sua stessa schiena..... come penso che avverrà.

Finché e a meno che non scoprirete che il denaro é alla radice di ogni bene, sarete voi stessi gli artefici della vostra rovina. Quando il denaro finirà di essere il mezzo di scambio fra gli uomini, allora gli uomini diverranno gli schiavi degli uomini. Sangue, fruste e fucili..... o dollari. Fate la vostra scelta.... non c'è n'é altra... è giunto il momento. (Corbaccio editore)




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26 dicembre 2009

La fonte meravigliosa

Attraverso i secoli, ci furono pionieri che si incamminarono per strade nuove, di null’altro armati se non della propria fede. Le loro mete differivano, ma tutti avevano questo in comune: che il passo era il primo, la strada sconosciuta, la certezza di vittoria incrollabile. E la mercede che ricevettero fu l’odio. I grandi inventori, i pensatori, i filosofi, gli artisti, rimasero soli contro gli uomini della loro epoca perché ogno nuovo grande pensiero trovò una nuova grande opposizione, trovò la lotta e le lagrime. Ogni nuova grande invenzione venne combattuta. Si rise del primo motore. Si disse che l’aeroplano era il sogni di un pazzo. L’anestesia venne giudicata peccaminosa. Ma gli uomini di coraggio e di fede non si lasciarono sgomentare. Lottarono, soffrirono e pagarono. Ma finirono per trionfare.

Nessun inventore venne spinto a lottare in vista del proprio personale interesse. Talvolta neppure combatté per servire suoi fratelli, perché i fratelli respingevano il dono che egli offriva. La verità, le scienze, il miglioramento, il progresso erano il suo scopo; ed egli intendeva conseguire quello scopo a modo suo. Una sinfonia, un libro, un motore, un sistema filosofico, un aeroplano, un edificio: quelli erano la sua meta e la sua vita, non gli esseri che leggevano, suonavano, volavano, credevano, e abitavano la casa che egli aveva costruita. La creazione, non chi se ne doveva servire. La creazione, non i benefici che ne sarebbero derivati per gli altri. La creazione che dava forma alla sua verità. Questa andava mantenuta al di sopra di tutto. La sua fede, la sua energia, il suo coraggio venivano dal suo spirito. E lo spirito di un uomo è la sua forza vitale, la sua fonte meravigliosa di vita, la sua personalità, il suo egoismo. Quell’entità spirituale che gli dà la certezza, la consapevolezza di esistere. Una prima causa, una fonte di energia, il motore dell’anima. Il creatore vive per se stesso. E solo vivendo così egli riesce a raggiungere quelle conquiste che sono la gloria dell’umanità.

L’uomo non può sopravvivere che attraverso il suo pensiero. Giunge sulla terra disarmato. Il suo cervello è la sua unica arma. Gli animali si procacciano il cibo con la forza. L’uomo non ha né zampe, né zanne, né corna, né forza enorme nei muscoli. Per sopravvivere, per procurarsi quanto è necessario all’esistenza, l’uomo ha bisogno di un processo di pensiero. Per cacciare, ha bisogno di armi, e per fare le armi di una trovata della sua intelligenza. Da questa necessità primordiale e semplice alla più alta astrazione religiosa, dalla ruota al grattacielo, tutto quello che siamo e tutto quello che abbiamo viene da un singolo attributo dell’uomo: la funzione della sua mente che ragiona. Ma il cervello è un attributo individuale, non è un patrimonio collettivo. Non esiste una merce che si chiami pensiero collettivo. (Corbaccio editore)




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25 dicembre 2009

La rivolta di Atlante

<<E così lei pensa che il denaro sia alla radice di tutti i mali?>> disse Francisco d'Anconia. << Si è mai chiesto quali sono le radici del denaro?  Il denaro é un mezzo di scambio, che non può esistere se non esistono merci prodotte e uomini capaci di produrle. Il denaro è la forma materiale del principio che se gli uomini vogliono trattare l'uno con l'altro, devono trattare scambiando valore con valore. Il denaro non è lo strumento dei miserabili, che vi chiedono il prodotto con le lacrime, né dei pescecani, che ve lo tolgono con la forza. Il denaro è reso possibile solo dagli uomini che producono. E' questo che lei chiama male?

Quando accetta del denaro in pagamento dei suoi sforzi, lei lo accetta esclusivamente perché sa di poterlo dare in pagamento degli sforzi di qualcun altro. Non sono i miserabili o i pescecani che danno valore al denaro. Non basterebbero un oceano di lacrime né tutti i fucili del mondo per cambiare i pezzi di carta che si hanno nel portafogli col pane che ci servirà domani per sopravvivere. Quei pezzi di carta, che dovrebbero essere d'oro, sono un contrassegno d'onore.... il nostro diritto sull'energia degli uomini che producono. Il portafogli è la nostra speranza che in qualche parte del mondo ci siano uomini che non tradiscano il principio morale che é alla radice del denaro. E' questo che lei considera un male?


Ha mai osservato le radici della produzione? Dia un'occhiata a un generatore elettrico e osi dichiarare che è stato creato dagli sforzi muscolari di bruti senza cervello. Cerchi di far crescere un chicco di frumento senza la conoscenza lasciatale da uomini che l'hanno dovuta scoprire per la prima volta. Cerchi di ottenere il suo cibo solo con movimenti fisici.... e scoprirà che la mente dell'uomo è alla radice di tutte le cose prodotte e di tutto il benessere che esiste sulla terra.

Ma forse vuol dire che il denaro è creato dal forte a spese del debole? Di che forza intende parlare? Non della forza dei muscoli o dei fucili. Il benessere è il prodotto della capacità dell'uomo di pensare. Allora il denaro è fatto dall'uomo che inventa un motore a spese di quelli che non l'hanno inventato? Il denaro è fatto dall'intelligenza a spese dell'idiozia? Dalla capacità a spese della incompetenza? Dall'ambizione a spese della pigrizia? Il denaro è fatto....prima che possa esservi tolto dai piagnistei o dai fucili... fatto dallo sforzo di ogni uomo onesto, a seconda della sua capacità. Un uomo onesto sa che non può consumare più di quanto abbia prodotto.

Commerciare per mezzo del denaro è il codice degli uomini di buona volontà. Il denaro poggia sull'assioma che ogni uomo è il proprietario della propria mente e dei propri sforzi. Il denaro non permette di valutare i nostri sforzi se non con la scelta volontaria dell'uomo disposto a commerciare in cambio i suoi sforzi. Il denaro ci permette di ottenere per i nostri prodotti e per il nostro lavoro quello che valgono per gli uomini che li acquistano, non di più. Il denaro non permette alcun affare all'infuori di quelli a beneficio reciproco secondo il libero giudizio dei contraenti. Il denaro ci impone il principio che gli uomini devono lavorare per il proprio benessere, non per la propria sofferenza, per guadagnare, non per rimetterci.... il principio che non esistono bestie da soma, destinate a portare il peso della nostra cattiveria..... che bisogna offrir loro valori, non ferite..... che il vincolo che unisce gli uomini non é lo scambio di sofferenze, ma lo scambio di merci. Il denaro ci impone di vendere, non la nostra debolezza alla stupidità degli uomini, ma il nostro talento alla loro intelligenza; ci impone di comprare non quello che ci offrono, ma quello che più soddisfa le nostre esigenze. E quando gli uomini vivono di commercio.... avendo la ragione, non la forza, come arbitro finale.... è il miglior prodotto che vince, la migliore realizzazione, l'uomo che ha più criterio e più abilità. E il grado della produttività dell'uomo determina la sua ricompensa. Questo é il codice dell'esistenza, il cui simbolo è il denaro. E' questo che lei considera un male?


Ma il denaro è solo uno strumento. Ci condurrà ovunque vogliamo, ma non prenderà il nostro posto. Ci darà i mezzi per la soddisfazione dei nostri desideri, ma non ci procurerà i desideri. Il denaro é la frusta per gli uomini che tentano di invertire la legge della causalità....per gli uomini che cercano di rimpiazzare la mente rubando i prodotti della mente.


Il denaro non comprerà la felicità all'uomo che non sa quello che vuole: il denaro non gli darà un codice di valori, se quest'uomo evade la conoscenza di ciò che deve valutare, e non gli procurerà uno scopo, se evade la scelta di quello che cerca. Il denaro non comprerà l'intelligenza allo sciocco, né l'ammirazione al codardo, né il rispetto all'incompetente. L'uomo che tenta di comprare il cervello di coloro che gli sono superiori, sostituendo il denaro al discernimento, finirà con l'essere vittima di quanti gli sono inferiori. Gli uomini intelligenti lo sfuggiranno, e gli imbrogli e le frodi si ritorceranno su di lui, spinte da una legge che non ha scoperto: che l'uomo non può essere più piccolo del suo denaro. E' per questa ragione che lei lo chiama un male?
Solo l'uomo che non ne ha bisogno, è adatto a ereditare il benessere... l'uomo capace di farsi una fortuna anche se non l'avesse. Se un erede è uguale al suo denaro, il denaro lo servirà: altrimenti lo distruggerà. Ma voi che guardate gridereste che è stato il denaro a corromperlo. Davvero? Non é stato lui, invece, a corrompere il suo denaro? Non invidiate un erede che non vale niente; la sua fortuna non è vostra, e voi non avreste agito meglio di lui. Non pensate che dovrebbe venir distribuita fra voi; gravare il mondo di cinquanta parassiti, invece che di uno, non farebbe rimanere la virtù che ha creato quella fortuna. Il denaro è una potenza vivente che muore senza le sue radici. Il denaro non servirà la mente incapace di esserne degna. E' per questa ragione che lei lo chiama un male?


Il denaro è il mezzo per sopravvivere. Il verdetto  che pronunciamo sulla nostra fonte di guadagno è un verdetto che pronunciamo sulla nostra vita. Se la fonte é corrotta, avremo dannato tutta la nostra esistenza. Abbiamo ottenuto il denaro conuna frode? Sfruttando i vizi o la stupidità degli uomini? Imbrogliando gli sciocchi, in modo da ottenere più di quanto la nostra abilità meriti? Scendendo a compromessi con i nostri principi? Facendo un lavoro che disprezziamo per gente che non stimiamo? Allora il denaro non ci darà un attimo né un centesimo di gioia. Allora le cose che acquisteremo diverranno non un tributo, ma un rimprovero. Non una conquista, ma il ricordo di una vergogna. Allora grideremo che il denaro é un male. n male, solo perché non ci aiuterà a trovare il rispetto in noi stessi? Un male, perché non ci permetterà di goderci la nostra depravazione? E' questa la radice del suo vero odio per il denaro?
Il denaro rimarrà sempre un effetto e si rifiuterà di divenire una causa. Il denaro è il prodotto della virtù, ma non ci darà la virtù né redimerà i nostri vizi. Il denaro non ci procurerà quello che non abbiamo guadagnato, né in materia né in spirito. E' questa la radice del suo odio per il denaro?

O ha detto che é l'amore per il denaro, la radice di tutti i mali? Amare una cosa vuol dire conoscerne e amarne la natura. Amare il denaro vuol dire conoscere e amare il fatto che il denaro è la creazione di quanto di meglio abbiamo in noi, il mezzo di scambiare i nostri sforzi con gli sforzi di quanto di meglio c'é negli uomini. La prima a proclamare il suo odio per il denaro è proprio la persona disposta a vendere la propria anima per un centesimo.... e ha tutte le ragioni per odiarlo. Quelli che amano il denaro sono disposti a lavorare, per procurarselo. Sanno di meritarselo.


Lasciate che vi dia un consiglio che vi aiuterà a capire il carattere degli uomini: l'uomo che detesta il denaro è quello che l'ha ottenuto in modo poco onorevole; l'uomo che lo rispetta se l'é guadagnato.

Sfuggite gli uomini che vi dicono che il denaro è un male. Questa frase é il campanello d'allarme, vi avvisa che c'è un pescecane in arrivo. Finché gli uomini vivranno insieme sulla terra e avranno bisogno di qualcosa per commerciare gli uni con gli altri....l'unico surrogato, se scartano il denaro , è il calcio di un fucile.


Ma il denaro esige da noi le più alte virtù, se vogliamo guadagnarcelo e mantenercelo. Gli uomini privi di coraggio, di orgoglio e di stima in se stessi, gli uomini che non hanno alcun senso morale del loro diritto al denaro e che non sono disposti a difenderlo come difenderebbero le loro stesse vite, gli uomini che chiedono scusa perché sono ricchi... non rimarranno ricchi a lungo. Essi sono la preda naturale dei pescecani che stanno nascosti sotto gli scogli per secoli, pronti a saltar fuori  al primo odore di un uomo che chiede di essere perdonato perché possiede il benessere. Si affretteranno a liberarlo della colpa... e della vita, come si merita.

 
Allora assisteremo al cammino degli uomini di due tipi.... degli uomini che vivono con la forza, pur contando su quelli che vivono di commercio perché creino il valore del loro denaro.... e degli uomini che vivono secondo virtù.


In una società morale, questi sono i criminali, e i codici sono fatti apposta per difenderci da loro. Ma quando una società stabilisce dei
criminali-per-diritto e dei pescecani-per-legge, uomini che usano la forza per appropriarsi del benessere di vittime disarmate, allora il denaro diventa il vendicatore di colui che lo ha creato. Questi pescecani pensano che non ci sia pericolo a derubare degli uomini indifesi, una volta approvata una legge che li disarmi. Ma il loro furto diventa un magnete per gli altri ladri, che ruberanno il denaro a coloro che l'hanno a loro volta rubato. E così la gara continua non per quelli che sono i più abili a produrre, ma per quelli che posseggono la maggior dose di spietata brutalità. Quando si agisce secondo forza, l'assassino vince sul borsaiolo. E allora la società scompare, in un nuvolo di rovine.

Volete sapere se questo giorno arriverà? Attenti al denaro. Il denaro è il barometro delle virtù di una società. Quando vi accorgerete che il commercio é fatto non per consenso, ma per costrizione, quando vedrete che per poter produrre avete bisogno di un permesso da parte di uomini che non producono, quando vi renderete conto che il denaro vi sfuma dalle mani non per merci, ma per favori, quando osserverete che gli uomini diventano più ricchi rubando e costringendo che lavorando, e che le leggi non vi proteggono contro di essi, ma proteggono loro contro di voi.... quando vedrete che la corruzione viene ricompensata e l'onestà diventa un olocausto.... allora capirete che la vostra società è condannata. Il denaro è una cosa tanto nobile che non scende a patti con i fucili o con la brutalità. Non permetterà ad una società di sopravvivere fra i pescecani e i ladri. (Corbaccio editore)




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29 novembre 2009

did you know?




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8 novembre 2009

fine del muro di Berlino - 3




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8 novembre 2009

fine del muro di Berlino - 2




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8 novembre 2009

Fine del muro di berlino – 1




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8 novembre 2009

anekdot

Una risata vi seppellirà. Il vecchio slogan anarchico potrebbe essere un perfetto epitaffio per l’Urss e, più in generale, per il comunismo inteso come sistema di governo. È la tesi di questa eccezionale rilettura della storia del comunismo raccontata attraverso le barzellette comuniste. Ben Lewis ha dedicato anni a raccogliere storielle divertenti e irriverenti (e vignette, caricature, satira) in ogni angolo dell’Europa orientale, da Mosca alle capitali dei suoi ex paesi satelliti, convincendosi al fine che il cosiddetto anekdot non solo sia servito ad alleviare le pene di chi viveva sotto il regime ma, descrivendo quel sistema come qualcosa di patetico e incapace di funzionare, abbia contribuito al suo collasso.

vedi recensione: primo foglio, secondo foglio




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4 novembre 2009

abbiamo bisogno di radici per sopravvivere

L’accantonamento delle radici cristiane non si rivela espressione di una superiore tolleranza che rispetta tutte le culture allo stesso modo, non volendo privilegiarne alcuna, bensì come l’assolutizzazione di un pensare e di un vivere che si contrappongono radicalmente, fra l’altro, alle altre culture storiche dell’umanità. La vera contrapposizione che caratterizza il mondo di oggi non è quella tra diverse culture religiose, ma quella tra la radicale emancipazione dell’uomo da Dio, dalle radici della vita, da una parte, e le grandi culture religiose dall’altra. Se si arriverà ad uno scontro delle culture, non sarà per lo scontro delle grandi religioni – da sempre in lotta le une contro le altre ma che, alla fine, hanno anche sempre saputo vivere le une con le altre –, ma sarà per lo scontro tra questa radicale emancipazione dell’uomo e le grandi culture storiche.

Così, anche il rifiuto del riferimento a Dio, non è espressione di una tolleranza che vuole proteggere le religioni non teistiche e la dignità degli atei e degli agnostici, ma piuttosto espressione di una coscienza che vorrebbe vedere Dio cancellato definitivamente dalla vita pubblica dell’umanità e accantonato nell’ambito soggettivo di residue culture del passato. Il relativismo, che costituisce il punto di partenza di tutto questo, diventa così un dogmatismo che si crede in possesso della definitiva conoscenza della ragione, ed in diritto di considerare tutto il resto soltanto come uno stadio dell’umanità in fondo superato e che può essere adeguatamente relativizzato. In realtà ciò significa che abbiamo bisogno di radici per sopravvivere e che non dobbiamo perdere Dio di vista, se vogliamo che la dignità umana non sparisca.




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31 ottobre 2009

come volevasi dimostrare

Dalla dichiarazione di Rutelli fatta per motivare l’abbandono del Pd:

«Vede, abbiamo posto tre condizioni, sospen­dendo l’attività della Margherita: niente appro­do nel socialismo europeo; ma siamo finiti lì. Basta collateralismo, basta vecchie cinghie di trasmissione tra politica, corpi sociali, interessi economici; ma le file organizzate di pensionati Cgil, alle primarie, dimostrano che non ne sia­mo fuori. Pluralismo politico; ma anziché crea­re un pensiero originale, si oscilla tra babele cul­turale e voglia di mettere all’angolo chi dissen­te. La promessa, dunque, non è mantenuta: non c’è un partito nuovo, ma il ceppo del Pds con molti indipendenti di centrosinistra».

Con un po’ più di lungimiranza e un po’ meno di ingenuità avrebbe evitato un’altra figuraccia. Era chiaro sin dall’inizio che sarebbe finita così!

 




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